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Da qualche mese l’azienda che gestisce il car sharing di Milano ha rinnovato il parco auto, ora le Fiat 500 sono nuove di zecca e anche il display è più ricco di funzioni, soprattutto rispetto alla mia auto personale.

Settimana scorsa, dopo un allenamento in piscina, sono salito su una Fiat 500 e inserita la prima e presa velocità, è comparsa una freccia sul display che mi segnalava che avrei dovuto cambiare marcia ed inserire la seconda.

Ovviamente tutto è computerizzato e tarato per ottimizzare la resa rispetto ai consumi: un software ultra sensibile e preciso tarato per efficientare la macchina.

Subito ho ricollegato il tutto alla mia performance sportiva di qualche minuto prima proprio orientata a questo concetto: uno degli stimoli dell’allenamento odierno era il controllo del cambio di velocità.

Vi posso dire che avrei tanto desiderato avere un display, un aiuto che mi sopportasse nella comprensione dell’impegno necessario per ottimizzare il rapporto di resa tra sforzo e velocità di percorrenza. In realtà lo considero un lavoro di grande consapevolezza che consiglio di sperimentare anche su altre discipline che non siano il nuoto.

Il più grande valore di un processo pratico del genere è la sperimentazione della distribuzione adeguata e proporzionata dello sforzo, imparare a dosare le proprie energie alternando saggiamente la massima spinta e l’impegno controllato.

Quanto è migliorabile la nostra efficacia quotidiana imparando il dosaggio di impegno, attenzione, qualità? Magari un display tarato su questi parametri soggettivi è difficile da avere ma un lavoro di attenzione allo sforzo e di programmazione degli impegni può sicuramente giovare in chiave di distribuzione di sforzi ed energie.

Potete quindi fare esercizi sportivi con attività continuative quali, nuoto, corsa, bici, sci di fondo, in cui sperimentare il passaggio a sforzi di intensità diversa, variare le velocità di esecuzione all’interno della stessa seduta.
Consiglio due strade di sperimentazione, la prima su un’unica ripetizione di impegno prolungato, compresa tra 5 e 15 minuti in cui progredite di intensità all’interno della ripetizione stessa. La seconda frazioni di quella distanza, ripetute più volte nella stessa seduta ad intensità diverse; l’ideale è fare un progressione crescente ed una decrescente. Le prime volte potete anche lavorare su due macro intensità: piano e veloce; successivamente iniziate a frammentare in modo più fine passando a tre: pianosostenutoveloce; poi a quattro e via dicendo.

Buon divertimento.

Claudio Massa – founderBrand Ambassador