Lo sport e l’allenamento hanno il grande dono di poterci insegnare come, i risultati, siano figli di un lavoro di preparazione mirato e scrupoloso: nulla è per caso. Ogni atleta desidera di poter vivere solo giornate buone, in cui le sedute funzionano alla perfezione, le sensazioni sono sempre buone e i risultati in perenne e costante miglioramento. È possibile che questo accada? Secondo me no e ritengo anche che sia, da un certo punto di vista, meglio così! È proprio lo scostamento dalla perfezione a fare da guida verso il miglioramento continuo. Immaginiamo che un atleta faccia fatica a portare a termine un allenamento, quale pensate possa essere la sua reazione? Gioia? Contentezza, euforia? Penso proprio di no! Eppure sarà proprio quell’allenamento, i feedback che l’atleta saprà portare al suo allenatore, a garantirgli la riprogrammazione del lavoro in modo più consono alle proprie caratteristiche generali e del momento. Questa riprogettazione gli garantirà una futura crescita.

Comportarsi da atleti nella vita quotidiana

Ecco che allora ogni momento della nostra vita in cui avvertiamo un particolare disagio o sconforto può essere interpretato come uno dei momenti fondamentali ed importantissimi per raccogliere informazioni. Il momento è giusto per cambiare punto di vista e, invece di imprecare contro il destino che ci fa vivere una giornata storta, cerchiamo spunti, stiamo dentro al disagio con l’intento di approfondire i motivi e farne tesoro per il nostro cambiamento. Cosa non ha funzionato, cosa ci sta limitando, perché non riusciamo, cosa sta andando storto? Cosa possiamo cambiare la prossima volta affinché le sensazioni siano migliori? Quindi senza disperarci, viviamoci anche i momenti meno esaltanti delle nostre prestazioni quotidiane: sono ottimi alleati per migliorarci. Lasciare che anche un momento di calo energetico, di malumore, di noia, faccia il suo corso; ci sono delle fasi in cui il corpo si rigenera mentre fa altro, ci sentiamo deboli e strani e tutto questo è assolutamente fisiologico perché anche i processi di rigenerazione richiedono moltissime energie che, inevitabilmente, devono essere sottratte ad altre azioni. Buona scoperta.