logo-Atleti-quotidiani
incowork_logo

Chiedete ad un atleta se ha mai vissuto delle sensazioni in cui ha avvertito affanno respiratorio o un insolito battito del cuore.

Penso che potrebbe fermarsi per ore a raccontare aneddoti e storie personali estremamente affascinanti che passano dagli attimi prima di una competizione e arrivano ai film autoproiettati durante le competizioni ed allenamenti quando la fine sembra allontanarsi.

Il corpo è una buona memoria di queste sensazioni ed emozioni, le assorbe, le fa sue e le trasferisce ad altre esperienze, sia sportive che non; ecco perché conoscere e far vivere all’organismo, all’interno di uno sforzo sportivo, magari spensierato ed allegro, crea dei presupposti di riconoscimento della sensazione anche in altri e nuovi momenti della vita.

Come ogni cosa, ciò che conosciamo fa meno paura, è nota e legata ad esperienze già vissute, quindi può rappresentare un processo di avanzamento scalabile e migliorabile nelle modalità di approccio e gestione.

Saper riconoscere e governare l’eccitazione di un momento gioioso che ci capita e si palesa attraverso un cambiamento del respiro e un innalzamento della frequenza cardiaca è una cosa utile.

Nel praticare sport queste sono sensazioni familiari e abituali, si diventa quindi capaci a far tornare il respiro ad un regime ordinario, si conosce per esperienza che tramite l’adeguamento del ritmo di esecuzione la frequenza cardiaca si abbassa.

Sebbene teoricamente siano concetti alla portata di tutti, già conosciuti e stranoti, averne freschezza di pratica è essenziale per essere sempre pronti a governarli quando serve, anche se accade senza preavviso.

Ecco come poter esercitare questa esperienza percettiva:

  • camminate/correte piano e incrementate gradualmente la velocità fino a quando vi accorgete di non riuscire più a parlare fluidamente perché avete il “fiatone”, mantenete quella velocità per qualche minuto per familiarizzare con la sensazione; Quindi rallentate molto, senza fermarvi, fino a quando riacquisite una respirazione fluida e spontanea.
  • individuate tratti brevi, dopo un buon riscaldamento, e fate uno sforzo breve e inteso, ad esempio 5 secondi di accelerazione di corsa. Inserite un recupero da fermi di almeno 45 secondi. Concentratevi sul cambiamento delle pulsazioni, si innalzeranno dopo la corsa (soprattutto dalla 3/4 ripetizione) e rientreranno nella norma lentamente, con la pausa. Ripetete almeno 10 volte.
  • Questa ultima sensazione la potete verificare anche con esercizi di muscolazione a terra, con 5/8 ripetizioni veloci, sempre entro i 5 secondi, seguiti da 45 secondi di recupero.
  • All’interno di un percorso di allenamento costante e quotidiano, siamo certi che potrete trovare tante altre possibilità di sperimentazione di questi concetti.

Claudio Massa – founderBrand Ambassador