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Alle volte ci capita di ricordarci solo dopo aver mangiato che quel determinato cibo facciamo un po’ fatica a digerirlo, sebbene buono, nutriente e invitante ci è un po’ indigesto.

Vi siete mai chiesti cosa oltre al cibo può essere associato al concetto di digeribilità?

In allenamento, ad esempio, è un concetto che si utilizza per definire quanto un atleta riesca a sopportare e tollerare un determinato allenamento. In alcuni sport di prestazione gli allenamenti si dividono per tipologia, seduta di potenziamento, di lavoro sulla soglia oppure di resistenza specifica.

È molto difficile che agli atleti piacciano tutti gli allenamenti. In questo caso ci riferiamo non tanto al gusto che provano nel farlo ma proprio alle compatibilità del lavoro proposto con la loro stessa natura fisiologica.
Lo possiamo immaginare associandolo alla sensazione che proviamo a stare in un ambiente a noi climaticamente sfavorevole, immaginate coloro che patiscono il freddo o il caldo, quando si trovano sottoposti al clima a loro scomodo, alterano totalmente il loro equilibrio, sono fortemente condizionati da quella spiacevole sensazione che, addirittura, si instaura ancor prima dell’inizio dell’esposizione al clima “nemico”.
La stessa cosa avviene per l’allenamento: ad alcuni ad esempio, capita ogni volta che hanno in programma di fare una corsa più lunga dei 5 km, la vivono come una tortura in quanto il loro corpo ha caratteristiche più propense a lavori brevi ed intensi.

E nella vita quotidiana? Tutti gli sforzi che fate sono digeribili? La modalità con cui programmate e vivete l’intensità delle vostre giornate è digeribile da voi?

Non sempre possiamo governare a pieno la tipologia di stimoli e accadimenti quotidiani ma iniziare a migliorare la parte di programmazione che compete a noi è un’ottimo punto di partenza.

Il mio consiglio è di sperimentare, scoprire anche attraverso l’attività motoria. All’interno di sedute di allenamento da affrontarsi con approcci differenti potrete capire quello che il vostro corpo digerisce maggiormente, questo vi aiuterà ad associare anche agli sforzi quotidiani una più congeniale modalità di erogazione.

Tornando all’esempio della corsa, un tratto di 5 km può essere affrontato in diversi modi, tutto di seguito, frazionato in parti uguali medie, frazionato in parti uguali più brevi; la corsa può essere svolta in un ambiente collinare per favorire i cambi di ritmo e quindi diverse andature. Sbizzarritevi e divertitevi a ricercare i vostri stimoli più “digeribili”.
Riconoscerli vi aiuterà anche a capire come comportarvi per ricercare zone in cui sapete di rendere al meglio, così come, ogni tanto, affrontate anche attività non digeribili per sapere come viverle qualora doveste trovarvici nella vita di tutti i giorni.

Claudio Massa – founderBrand Ambassador