Allenati: Sarai supercompensato

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Spesso al mattino fa freddo, l’idea di alzarmi e di andare ad allenarmi è molto poco allettante. La sera prima sapevo che mi sarebbe successo di dovermi confrontare con questa irrefrenabile voglia di stare a letto, quindi ho preparato già tutti i vestiti vicino al letto.

Oddio che fatica! Corro, corro, corro e attendo la supercompensazione! “Waiting for Godot!!!” Mi sembra di fare continuamente fatica, di non arrivare mai; sarà pur vero che il segreto sta nell’apprezzare il viaggio e non la meta, però un po’ di soddisfazione prestativa aiuterebbe il morale.

Questi sono due pensieri discretamente ricorrenti che mi capita di fare e che descrivono alcuni lati del mio “allenarmi”; immagino che tanti facciano riflessioni simili. Le riflessioni non sono molto diverse da quelle che accompagnano la vita di tutti i giorni: la fatica motivazionale nell’affrontare una determinata giornata perché sappiamo che sarà particolarmente impegnativa, le soddisfazioni e le gratificazioni che stentano ad arrivare.

Capita anche di mettere in discussione tutto ciò che è stato fatto fino a quel momento, si analizzano le scelte che hanno preceduto i momenti più faticosi e le si condanna come sbagliate, come pessime. Pensiamo magari di avere perso tempo a prepararci in modo minuzioso per una particolare occasione della nostra vita tanto da interrogarci e farci mille domande nei 3 secondi che precedono l’apertura della porta di una sala riunioni: cosa ci faccio qui? Sono pronto per questa cosa? È davvero ciò che voglio? Ecco che mi ritrovo su una pista da sci, ieri sera ha nevicato 13 centimetri, la neve fresca in superficie e sotto la pista è solida, mi tiene.

C’è il sole, si sta bene, una bellissima temperatura tanto da non avere freddo nemmeno in seggiovia quando si risale. Gli amici di sempre, la natura. Scio, una pista dopo l’altra con energia e passione, mi sento bene, le gambe rispondono ai miei impulsi, alla fine di ogni pista ne rifarei subito un’altra. Penso che la fatica fatta per alzarmi dal letto al mattino per allenarmi sia stata ampiamente ripagata dalla soddisfazione di essere preparato per potersi godere questo momento. Pronto per gioire.

Allo stesso modo dico che gli sforzi quotidiani, se ben pensati e ben programmati sulle nostre caratteristiche, possono essere di grande aiuto alla nostra crescita e che la fiducia sul palesarsi dei miglioramenti dovuti al corretto impegno deve sempre essere il  motivo che ci porta alla totale dedizione; saremo colti di sorpresa e gioiremo nel trovarci pronti per vivere un’emozione inebriante.

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

Scala, aumenta, cambia le tue marce

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Da qualche mese l’azienda che gestisce il car sharing di Milano ha rinnovato il parco auto, ora le Fiat 500 sono nuove di zecca e anche il display è più ricco di funzioni, soprattutto rispetto alla mia auto personale.

Settimana scorsa, dopo un allenamento in piscina, sono salito su una Fiat 500 e inserita la prima e presa velocità, è comparsa una freccia sul display che mi segnalava che avrei dovuto cambiare marcia ed inserire la seconda.

Ovviamente tutto è computerizzato e tarato per ottimizzare la resa rispetto ai consumi: un software ultra sensibile e preciso tarato per efficientare la macchina.

Subito ho ricollegato il tutto alla mia performance sportiva di qualche minuto prima proprio orientata a questo concetto: uno degli stimoli dell’allenamento odierno era il controllo del cambio di velocità.

Vi posso dire che avrei tanto desiderato avere un display, un aiuto che mi sopportasse nella comprensione dell’impegno necessario per ottimizzare il rapporto di resa tra sforzo e velocità di percorrenza. In realtà lo considero un lavoro di grande consapevolezza che consiglio di sperimentare anche su altre discipline che non siano il nuoto.

Il più grande valore di un processo pratico del genere è la sperimentazione della distribuzione adeguata e proporzionata dello sforzo, imparare a dosare le proprie energie alternando saggiamente la massima spinta e l’impegno controllato.

Quanto è migliorabile la nostra efficacia quotidiana imparando il dosaggio di impegno, attenzione, qualità? Magari un display tarato su questi parametri soggettivi è difficile da avere ma un lavoro di attenzione allo sforzo e di programmazione degli impegni può sicuramente giovare in chiave di distribuzione di sforzi ed energie.

Potete quindi fare esercizi sportivi con attività continuative quali, nuoto, corsa, bici, sci di fondo, in cui sperimentare il passaggio a sforzi di intensità diversa, variare le velocità di esecuzione all’interno della stessa seduta.
Consiglio due strade di sperimentazione, la prima su un’unica ripetizione di impegno prolungato, compresa tra 5 e 15 minuti in cui progredite di intensità all’interno della ripetizione stessa. La seconda frazioni di quella distanza, ripetute più volte nella stessa seduta ad intensità diverse; l’ideale è fare un progressione crescente ed una decrescente. Le prime volte potete anche lavorare su due macro intensità: piano e veloce; successivamente iniziate a frammentare in modo più fine passando a tre: pianosostenutoveloce; poi a quattro e via dicendo.

Buon divertimento.

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

Mi sono perso

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Urge consapevolezza immediata. Il lavoro sul tempo della consapevolezza è fondamentale, allenarsi per ridurre i tempi di presa di coscienza a trasformazione, è un’area di lavoro affascinante e molto utile. La diminuzione di questi tempi agevola e facilita la ripartenza verso la giusta direzione nel modo a noi più congeniale.

Vi è mai capitato di sbagliare strada e, pur sapendo di trovarvi su rotte che vi allontanavano dalla vostra destinazione, avete continuato a vagare fingendo di cercare qualche barlume di indicazione che potesse indicarvi la prossima svolta?

A me è successo, più di una volta. Sono momenti in cui sei sulla tua macchina, fingi di guardare fuori e alzi gli occhi al cielo dicendo a te stesso che la strada non si trova.

Poi ad un tratto ti svegli, ti dai una sveglia, uno scossone e capisci che solo tu puoi fare una prossima azione per tornare sulla rotta. Chiedi un’informazione, cerchi di orientarti capendo intanto dove ti trovi, ti fermi e bevi, in una parola agisci!

LO STATO DI SMARRIMENTO

Contestualizzare materialmente questo stato di smarrimento consapevole è più facile rispetto alla descrizione degli attimi di annebbiamento quotidiano. Mi riferisco a quelle situazioni in cui, nella vostra performance quotidiana, avete la sensazione di girare a vuoto, oppure di fare azioni inutili che vi direzionano in modo isterico prima da una parte, poi dall’altra; eppure continuate, andate avanti, spesso senza accorgervene, spesso convivendo con il disagio.

Come possiamo ridurre il tempo di presa di coscienza di questo? Come è possibile, poi, passare all’azione immediata, inserendo i correttivi istantaneamente per andare nella giusta direzione?

IL FUNZIONAMENTO PRESTATIVO

Io ho trovato delle risposte nella sperimentazione del regime di funzionamento prestativo. Io sono una persona con caratteristiche fisiche veloci, le mie fibre muscolari, da sempre sono nate per le brevissime distanze. Il mio corpo infatti soffre le prove lunghe di resistenza.
Capita che quando mi trovo in performance quotidiane, non solo sportive, di resistenza, funziono male, non rendo al massimo e per poter stare dentro a quel ritmo mi altero così tanto da smarrirmi, da perdere la massima qualità prestativa che garantisce brio, efficacia e unicità alle mie azioni.

Ho intanto rafforzato questa credenza attraverso l’allenamento, quando mi alleno cerco di frazionare le distanze e di giocare sull’intensità più alta da dedicare ad ogni ripetizione; godo il recupero, la pausa è l’attimo eccellente per comprendere cosa mi serve per tornare subito a rendere qualitativamente rispetto allo standard prefissato.

Aver rafforzato questa convinzione mi aiuta nella quotidianità a sentire quando sto facendo uno sforzo nettamente al di fuori delle caratteristiche allenate. Io trovo questa modalità di transfer molto utile perché mi aiuta a ridurre i tempi di sviluppo della consapevolezza  e mi facilita il ritorno sulla strada maestra, quella che la mia fisiologia meglio governa.

E voi? Vi siete mai chiesti quale condizione fisica sia “la più vostra” tanto da potenziarla tramite esercitazioni sportive così che possa poi aiutarvi a trovare il vostro regime di efficienza nella vita di tutti i giorni?

Dedicare del tempo a questo approfondimento potrebbe realmente portare delle gioie, buona riflessione.

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

Digerisco proprio tutto?

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Alle volte ci capita di ricordarci solo dopo aver mangiato che quel determinato cibo facciamo un po’ fatica a digerirlo, sebbene buono, nutriente e invitante ci è un po’ indigesto.

Vi siete mai chiesti cosa oltre al cibo può essere associato al concetto di digeribilità?

In allenamento, ad esempio, è un concetto che si utilizza per definire quanto un atleta riesca a sopportare e tollerare un determinato allenamento. In alcuni sport di prestazione gli allenamenti si dividono per tipologia, seduta di potenziamento, di lavoro sulla soglia oppure di resistenza specifica.

È molto difficile che agli atleti piacciano tutti gli allenamenti. In questo caso ci riferiamo non tanto al gusto che provano nel farlo ma proprio alle compatibilità del lavoro proposto con la loro stessa natura fisiologica.
Lo possiamo immaginare associandolo alla sensazione che proviamo a stare in un ambiente a noi climaticamente sfavorevole, immaginate coloro che patiscono il freddo o il caldo, quando si trovano sottoposti al clima a loro scomodo, alterano totalmente il loro equilibrio, sono fortemente condizionati da quella spiacevole sensazione che, addirittura, si instaura ancor prima dell’inizio dell’esposizione al clima “nemico”.
La stessa cosa avviene per l’allenamento: ad alcuni ad esempio, capita ogni volta che hanno in programma di fare una corsa più lunga dei 5 km, la vivono come una tortura in quanto il loro corpo ha caratteristiche più propense a lavori brevi ed intensi.

E nella vita quotidiana? Tutti gli sforzi che fate sono digeribili? La modalità con cui programmate e vivete l’intensità delle vostre giornate è digeribile da voi?

Non sempre possiamo governare a pieno la tipologia di stimoli e accadimenti quotidiani ma iniziare a migliorare la parte di programmazione che compete a noi è un’ottimo punto di partenza.

Il mio consiglio è di sperimentare, scoprire anche attraverso l’attività motoria. All’interno di sedute di allenamento da affrontarsi con approcci differenti potrete capire quello che il vostro corpo digerisce maggiormente, questo vi aiuterà ad associare anche agli sforzi quotidiani una più congeniale modalità di erogazione.

Tornando all’esempio della corsa, un tratto di 5 km può essere affrontato in diversi modi, tutto di seguito, frazionato in parti uguali medie, frazionato in parti uguali più brevi; la corsa può essere svolta in un ambiente collinare per favorire i cambi di ritmo e quindi diverse andature. Sbizzarritevi e divertitevi a ricercare i vostri stimoli più “digeribili”.
Riconoscerli vi aiuterà anche a capire come comportarvi per ricercare zone in cui sapete di rendere al meglio, così come, ogni tanto, affrontate anche attività non digeribili per sapere come viverle qualora doveste trovarvici nella vita di tutti i giorni.

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

Al tempo

Oggi vi parliamo del vostro più grande tesoro, della vera “Risorsa Esauribile”: il Tempo.
La miglior cosa che si possa fare è “investirlo al meglio” ce lo hanno detto molte volte, per farlo, però, serve averne grande percezione. Oggi vogliamo darvi qualche dritta sportiva per “allenarvi” a percepirne lo scorrere.

Ecco alcuni spunti su come impiegare in modo più utile il vostro tempo dello sport.
Vogliamo suggerirvi di allenarvi anche per raccogliere informazioni utili per voi su come migliorare la percezione dello scorrere del tempo. Ogni allenamento ha una durata: determinatelo prima di iniziare la seduta. “Oggi mi allenerò per 30 minuti”.

L’esperimento che vi proponiamo si articola su un ciclo di 3 allenamenti; tutti e 3 hanno una caratteristica comune, la durata totale, dovrà sempre essere di 30 minuti.
Lavoreremo con una importante seconda attenzione:

La percezione temporale.

Ecco i suggerimenti per tutte e 4 le sedute

  • svolgete un lavoro continuativo senza interruzioni per 30 minuti.
  • svolgete un lavoro che preveda due periodi da 14 minuti intervallati da 2 minuti di pausa, anche in questo caso svolgete attività continuativa: nel primo blocco fate uno sforzo costante, nel secondo progressivo, iniziate piano e terminate più veloce)
  • svolgete un lavoro che preveda 4 blocchi con recupero di 2 minuti tra un blocco e l’altro
    1. 8 minuti di attività continuativa
    2. 8 minuti in progressione
    3. 4 minuti di esercizi al corpo libero (piegamenti sulle braccia, addominali, saltelli e slanci…)
    4. 4 minuti di esercizi di stretching

Il parametro tempo, sebbene invariato nella sua totalità, è stato scomposto ed utilizzato in forme differenti.

Mentre svolgete tutte le sedute, fate attenzione di come si modifica, la vostra percezione dello scorrere del tempo.

Ci saranno allenamenti ed esercitazioni che finiranno “brevemente” altre che, invece, vi sembreranno interminabili… fino alle fibre muscolari.

Questo è un grande valore da portare nella quotidianità, arrivare a saper dedicare il “giusto” tempo ai diversi impegni può essere un nobile obiettivo da porsi.

Allenatevi !!

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

Seduta di allenamento e agenda quotidiana

Ciao,

oggi condividiamo alcune riflessioni sulle analogie, sui punti di contatto e sui possibili transfert che la nostra esperienza da Atleti Quotidiani può portare relativamente ai due temi in oggetto. In che modo la nostra seduta di allenamento può impattare sul miglioramento del nostro approccio all’agenda quotidiana?

Intanto rifocalizziamoci su un concetto base, noi Atleti Quotidiani siamo moltiplicatori di esperienza, quindi raccontiamo i concetti in relazione alle esperienze sportive che viviamo e, viceversa cerchiamo di esperienziare i concetti che ascoltiamo e che ci raccontano.

La seduta di allenamento, prima di tutto è un’esperienza di programmazione, richiede quindi un momento, più o meno lungo, in cui mi concentro su dare tempi e durate delle diverse fasi; se per caso non fosse ancora così, sforzati di raggiungere questo livello di approccio: consideriamo seduta di allenamento un evento sportivo suddiviso almeno in tre parti. Queste tre parti sono generalmente chiamate:

  1. avviamento o riscaldamento
  2. parte centrale o lavoro
  3. defaticamento

Le tre parti sono intervallate in modo chiaro da un riposo, o recupero.

Definita la seduta di allenamento capirai bene come l’analogia con l’agenda sia diretta e spontanea; nel nostro foglio giornaliero segnamo infatti la successione e la durata dei diversi impegni, prestiamo attenzione ai tempi che, ad esempio, mi occorrono per trasferirmi ed arrivare nel prossimo impegno previsto, etc…

Svolgere una seduta di allenamento programmata, ripetere con costanza l’applicazione di questa modalità, ovvero fare allenamenti con sedute programmate, rafforza l’esperienza del processo di programmazione, arricchisce di sensazioni uniche il nostro vissuto e ci mette nella condizione straordinaria di potenziare la nostra efficacia nello svolgere il programma quotidiano previsto per le giornate.

Ti elenchiamo alcuni dei motivi di consapevolezza che trovai nello sperimentare un processo di questo tipo:

  • miglioramento dell’attenzione alle durate degli impegni
  • miglioramento della vostra percezione di fatica
  • miglioramento della consapevolezza del recupero tra gli impegni
  • miglioramento della capacità di time management
  • accelerazione della capacità di programmazione delle attività
  • miglioramento della percezione di possibilità in emergenza

Ricordandoti che è sempre un piacere averti con noi, ci vediamo alla prossima occasione, ti ricordiamo che, se non fossi già registrato alla nostra newsletter, puoi farlo ai link qui sotto; riceverai contenuti, inviti ai nostri eventi e proposte di attività.

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

E l’impegno vale doppio

In questo approfondimento trattiamo un tema caro ad Atleti Quotidiani, parliamo di uno dei motivi per cui consideriamo il nostro metodo un acceleratore di consapevolezza e di crescita.

Da tempo diciamo che tra i fondamenti del metodo Atleti Quotidiani, c’è l’affiancare alla vita dei momenti di pratica sportiva il più possibile abitudinari; non sempre è facile trovare le motivazioni, le energie e gli stimoli per fare sport, sicuramente applicando i 7 segreti per passare all’azione abbiamo ottenuto qualche nuovo stratagemma, su tutti il più efficace è l’applicazione del metodo del ritaglio di tempo.

A stimolarci e motivarci a trovare lo spazio e l’energia per fare sport c’è anche il fatto che possiamo far rendere di più lo sforzo, non limitarne i benefici alla pura pratica ma mandare la potenza dell’esercitarsi, del praticare, ad un livello superiore.

Come possiamo fare? il nostro suggerimento sta nello scegliere le giuste parole da associare all’allenamento e di trovare, durante l’esecuzione, il modo per pensarci con profondità e consapevolezza.

Nel metodo le chiamiamo password e ne spieghiamo i criteri di applicazione in tutti i nostri corsi, ecco il procedimento spiegato in fasi:
• identificate il vostro allenamento (durata, contenuti, materiale da preparare…)
• preparatevi (vestitevi, preparate il setting se necessario…)
• INSERITE UN MINUTO DI RACCOGLIMENTO PRIMA DI INZIARE
• identificate una parola, una sola, che racchiude un significato, un valore, un obiettivo che volete associare all’allenamento
• iniziate ad allenarvi
• durante lo svolgimento, richiamate nella vostra mente la parola, pensate a tutto ciò che vi ha portato a sceglierla, se ve la sentite pronunciatela e fate in modo che agisca in voi, vi accorgerete di come inizieranno ad ancorarsi ad essa emozioni e sensazioni che provate durante l’allenamento;

Il senso per dare una dimensione che si sposti anche oltre alla l’allenamento, è quello di identificare la parola con aree e aspetti della vostra personalità, riconducibili alle vita di tutti i giorni, qualche cosa che vorreste migliorare di voi, o qualche “superpotere” che vi serve nella giornata, una caratteristica di comportamento e di atteggiamento utile nella vita quotidiana.

Se vi servono dei suggerimenti ecco alcune parole molto efficaci,

  • PRECISIONE
  • ATTENZIONE
  • RITMO
  • TENACIA
  • CALMA
  • PAZIENZA
  • COMPLETEZZA

Buona pratica.

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

Fiatone e batticuore

Chiedete ad un atleta se ha mai vissuto delle sensazioni in cui ha avvertito affanno respiratorio o un insolito battito del cuore.

Penso che potrebbe fermarsi per ore a raccontare aneddoti e storie personali estremamente affascinanti che passano dagli attimi prima di una competizione e arrivano ai film autoproiettati durante le competizioni ed allenamenti quando la fine sembra allontanarsi.

Il corpo è una buona memoria di queste sensazioni ed emozioni, le assorbe, le fa sue e le trasferisce ad altre esperienze, sia sportive che non; ecco perché conoscere e far vivere all’organismo, all’interno di uno sforzo sportivo, magari spensierato ed allegro, crea dei presupposti di riconoscimento della sensazione anche in altri e nuovi momenti della vita.

Come ogni cosa, ciò che conosciamo fa meno paura, è nota e legata ad esperienze già vissute, quindi può rappresentare un processo di avanzamento scalabile e migliorabile nelle modalità di approccio e gestione.

Saper riconoscere e governare l’eccitazione di un momento gioioso che ci capita e si palesa attraverso un cambiamento del respiro e un innalzamento della frequenza cardiaca è una cosa utile.

Nel praticare sport queste sono sensazioni familiari e abituali, si diventa quindi capaci a far tornare il respiro ad un regime ordinario, si conosce per esperienza che tramite l’adeguamento del ritmo di esecuzione la frequenza cardiaca si abbassa.

Sebbene teoricamente siano concetti alla portata di tutti, già conosciuti e stranoti, averne freschezza di pratica è essenziale per essere sempre pronti a governarli quando serve, anche se accade senza preavviso.

Ecco come poter esercitare questa esperienza percettiva:

  • camminate/correte piano e incrementate gradualmente la velocità fino a quando vi accorgete di non riuscire più a parlare fluidamente perché avete il “fiatone”, mantenete quella velocità per qualche minuto per familiarizzare con la sensazione; Quindi rallentate molto, senza fermarvi, fino a quando riacquisite una respirazione fluida e spontanea.
  • individuate tratti brevi, dopo un buon riscaldamento, e fate uno sforzo breve e inteso, ad esempio 5 secondi di accelerazione di corsa. Inserite un recupero da fermi di almeno 45 secondi. Concentratevi sul cambiamento delle pulsazioni, si innalzeranno dopo la corsa (soprattutto dalla 3/4 ripetizione) e rientreranno nella norma lentamente, con la pausa. Ripetete almeno 10 volte.
  • Questa ultima sensazione la potete verificare anche con esercizi di muscolazione a terra, con 5/8 ripetizioni veloci, sempre entro i 5 secondi, seguiti da 45 secondi di recupero.
  • All’interno di un percorso di allenamento costante e quotidiano, siamo certi che potrete trovare tante altre possibilità di sperimentazione di questi concetti.

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

Equilibrio: riflessioni e 5 consigli

Ciao,
questa è una delle parole maggiormente utilizzate nella lingua italiana e, uno dei significati solitamente attribuiti è quello metafisico del termine, ovvero, la sensazione associata ad un ideale stato di quiete e pace a cui tendere; si dice e si sente dire spesso “ho trovato il mio equilibrio”, “sto ricercando il mio equilibrio”

Come mai avviene questa cosa? perché si utilizza la parola equilibrio facendo quindi un preciso riferimento ad un concetto FISICO per esprimere una ricerca di stato ideale a cui tendere?

La risposta di Atleti Quotidiani è, ricercate questa risposta nella pratica e sarete stupiti, rimarrete a bocca aperta.

Da quanto non vi togliete la soddisfazione di divertirvi provando a stare in equilibrio anche solo per qualche secondo, su un piede solo?

Vi consigliamo di farlo ora, dove vi trovate, alzatevi se siete seduti e sollevate anche di poco un piede da terra.

Cosa sentite? cosa avvertite?

Sono piccole contrazioni, oscillazioni anche minime, ai limiti della percettibilità, che danno senso alla ricerca dell’equilibrio, al tendere a quello stato, piccoli continui movimenti di aggiustamento, micro sfide che stimolano alla ricerca, messaggi su di sé più o meno consci.

Esercitare l’equilibrio aiuta la nostra attitudine a ricercarlo, a ritrovarlo se lo perdiamo, a fare azioni e gesti per stare sù, in piedi.

Quindi, il messaggio di Atleti Quotidiani è “giocate all’equilibrio”!

Ecco alcune indicazioni per farlo immediatamente:

  • almeno una volta al giorno state fermi su un piede solo per qualche secondo
  • cercate una linea per terra e camminateci sopra come se fosse il filo appeso tra due cime di montagna
  • salite e scendete da gradini
  • camminate sul bordo di un marciapiede
  • … frequentate le sessioni di allenamento ad hoc di Atleti Quotidiani

Chiudiamo stimolandovi alla sperimentazione quotidiana dell’equilibrio perché ogni giorno abbiamo un nuovo equilibrio, diverso dal giorno precedente, il fascino è la ricerca attraverso la pratica sportiva, se volete approfondire il tema scriveteci a info@atletiquotidiani.it

Buon divertimento.

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

La capacità multitasking… segreti e tecniche

Ciao,

per introdurre il tema di oggi riportiamo una definizione trovata in rete che, a nostro parare, racchiude una definizione esaustiva del concetto del multitasking:

“Il fenomeno del multitasking fa riferimento all’insieme di atteggiamenti e comportamenti che portano la persona a essere impegnata in due o piu’attività o compiti differenti contemporaneamente. Il multitasking sembra essere ormai una conseguenza inevitabile del contesto sociale e culturale attuale. Il multitasking è un fenomeno complesso, che richiede un alto livello di attenzione per poter svolgere due attività contemporaneamente. Spesso viene attivato in maniera inconsapevole, rapida e veloce. Il termine multitasking (dall’inglese task, compito) origina dall’informatica, secondo cui il multitasking è la capacità di un sistema operativo di eseguire più compiti simultaneamente. L’attività multitasking viene eseguita da processi cognitivi che gestiscono le singole attività e determinano come, quando e con quali priorità vengono eseguite. Il multitasking come fenomeno di massa è stato inoltre favorito dalla velocità con cui si sono diffusi i dispositivi tecnologici sia in ambito lavorativo che privato.”

Come possiamo fare per governare questo inevitabile e spesso inconsapevole fenomeno che si verifica e che si innesca in noi?

Intanto è bene comprendere che ci possono essere alcune persone che desiderano saperlo governare, quindi cercano la motivazione per arrivare a sviluppare la competenza multitasking, altre che, invece, subendolo, lo vivono come un disturbatore che mina la loro tranquillità ma, in qualche modo, lo devono gestire.

Nel primo caso parliamo di un approccio proattivo, nel secondo reattivo; l’approccio proattivo è più facile da istruire per questioni di motivazione interna a trovare soluzioni, quindi, il primo consiglio è quello di ricercare un atteggiamento di tipo proattivo.

Potete allenarvi a gestire il Multitasking istruendo il vostro copro attraverso esercitazioni sportive in cui, magari, riuscite anche a divertirvi.

Ecco una prima progressione didattica da eseguire:

  • Prendete una pallina da tennis lanciatela ed afferratela in tutti i modi che conoscete arrivando a scambiarla da una mano all’altra.
  • Quando avete preso dimestichezza con la pallina standardizzate il gesto, ad esempio lancio e riafferro solo con la mano destra; a quel punto mettetevi in equilibrio su un piede e continuate a lanciare e riprendere la pallina.
  • Siete già in un processo multitasking, ovvero di gestione contemporanea di più elementi esecutivi.
  • Datevi modo di esaminare il processo con cui il vostro organismo processa le azioni da fare, scoprirete delle cose fantastiche.
  • Per tutti gli approfondimenti sul tema potete scrivere a info@atletituotidiani.it e potete partecipare ai corsi specifici su “Allenare la capacità Multitasking”.

Buon divertimento.

Claudio Massa – founderBrand Ambassador