TRE PASSI PER IMPARARE AD AGIRE

Per svolgere questo esercizio servono un’agendina e una penna.

FASE 1
Inizio seduto con l’agenda e la penna in mano.

  1. SCRIVO Scrivo 1 esercizio di allenamento fisico che farò il giorno dopo.
  2. FACCIO il giorno successivo svolgo l’esercizio scritto
  3. VERIFICO al termine dell’esercizio tiro una riga sopra l’esercizio scritto, ovvero cancello l’esercizio fisico dopo averlo fatto.

FASE 2

  1. SCRIVO Scrivo 1 esercizio di allenamento fisico che farò il giorno dopo e 1 delle mia azioni che sicuramente porterò a termine, (andare in banca, incontrare tizio, telefonare a caio)
  2. FACCIO il giorno successivo svolgo l’esercizio scritto, svolgo l’azione programmata
  3. VERIFICO entro il termine della giornata tiro una riga sopra l’esercizio scritto, ovvero cancello l’esercizio fisico dopo averlo fatto e cancello l’azione programmata.

Proseguo in modo lineare aggiungendo complessità alle mie azioni, l’elenco delle azioni quotidiani diventa complesso. Misuro, così, la mia capacità di tenere fede agli impegni programmati.

Incapperete sicuramente in una serie di “interferenze”, fatene tesoro, usatele come alleate per capire come trasformarle in opportunità.

Utilizzato l’esercizio fisico che programmate come guida, come traccia per imparare a programmare un’attività ed un’azione che poi saprete portare a termine nel modo più congeniale per le vostre capacità; mentre svolgete gli esercizi fisici immaginate quanto quello che state facendo possa essere d’aiuto alle altre azioni programmate sulla giornate, ad esempio le sensazioni e le emozioni nel portare a termine il lavoro, il resistere durante lo sforzo, i tempi di preparazione etc.

Buon divertimento!

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

ABITUARSI A MISURARE

Indicare con i numeri fatti, azioni, concetti, rende ciò che facciamo misurabile e quindi confrontabile, programmabile, scalabile, etc… Questo concetto è un pilastro di ogni tipo di processo volto alla costruzione di miglioramento, sia esso una prestazione individuale sportiva che una scalata al successo personale in qualsiasi area e sfera della propria vita.

Vediamo come l’atleta Quotidiano possa trarne vantaggio utilizzando entrambe le aree, sia quella sportiva che quella della vita quotidiana.

Dedichiamoci al bene misurabile più prezioso che possediamo, il tempo.

Imparare e migliorarsi sulla misurazione del tempo ci aiuta a rendere più qualitativi i momenti della nostra vita.

Il primo esercizio che vi propongo è quello della divisione temporale dei vostri impegni:

  • prendete l’agenda sulla pagina di un giorno futuro, che dovrà ancora arrivare, domani, dopo domani.

  • Dividete questa giornata in momenti, sotto momenti, momenti dei momenti; date un tempo ad ogni spicchio di tempo.

  • Svolgete la giornata misurando con un orologio ogni frazione di tempo individuata.

  • Verificate, al termine della giornata in questione se sono state rispettate tutte le suddivisioni o se i tempi destinati alle diversi attività hanno avuto durate diverse.

Per prendere consapevolezza di questo, fate lo stesso con una seduta di allenamento; una volta scelto il giorno ed il momento in cui andrete ad allenarvi applicate questa procedura:

  • Decidete la durata totale della seduta,  esempio 25’.

  • Dividete questa seduta in 3 fasi, iniziale-centrale-finale, ognuna con la sua sotto durata temporale, 5 minuti, 15 minuti, 5 minuti. (Ogni fase avrà i suoi contenuti).

  • Svolgete le fasi misurando con un orologio le loro durate.

  • Riorganizzate a posteriori il lavoro per la prossima seduta utilizzando i feedback derivati dal confronto tra misurazione e sensazioni.

Buon divertimento!

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

MISURARE IL MIGLIORAMENTO

“In questo periodo mi sento bene, sono sicuramente cresciuto e migliorato!”

Davanti ad un’esclamazione del genere non posso far altro che essere contento; chi la dice esprime sensazioni positive di indubbio valore motivazionale. Voglio però approfondire le ultime due parole “cresciuto” e “migliorato”.

Infatti, se io fossi il destinatario di tale messaggio, una volta gratificato l’interlocutore e rallegratomi con lui per il suo entusiasmo, gli chiederei di descrivermi rispetto a cosa si sente cresciuto e migliorato e, soprattutto, se è in grado di dare un valore a questo avanzamento.

Saper rendere oggettive le sensazioni può essere di grande aiuto e, per farlo, possiamo prendere in prestito dallo sport il concetto dei test.

I test sono esercitazioni sportive, più o meno complesse, con procedure di esecuzione stantardizzate al fine di poter rendere la prova confrontabile con altre prove, siano esse dello stesso atleta o di altri.

Quindi il concetto del test sportivo è molto semplice: individuare dei parametri misurabili a cui è possibile associare un valore numerico, della propria prestazione e, dopo un lasso variabile di tempo, riproporre la prova con le medesime caratteristiche per poter verificare l’andamento attraverso lo stesso criterio di misurazione. Ad esempio: voglio migliorare la mia resistenza nella corsa continua, vado a correre tutti i giorni. Come faccio a verificare se migliorerò? Il primo giorno faccio un test: dopo un po’ di riscaldamento corro per 6 minuti e, attraverso un’applicazione o su un tracciato misurato, verifico quanti metri ho percorso. In questo modo, dopo un periodo di allenamento potrò comprendere se e quanto sono migliorato ripetendo il test.

E nella vostra vita di tutti i giorni? La mia indicazione è:

  1. Allenatevi applicando un programma sportivo in modo da interiorizzare bene il concetto di misurazione delle prestazioni; trovate in internet molti programmi di lavoro in linea con le vostre passioni.
  2. Fate un elenco di cose (non più di 3 per volta) in cui volete migliorare e associategli un criterio numerico di misurazione. Ad esempio, la gestione del tempo: verificherò se rispetto il programma che metto in agenda.
  3. Per ogni caratteristica stabilite il punto di partenza (misurabile) così da poterne verificare gli andamenti nei periodi successivi. Riferendomi sempre alla gestione del tempo, partirò dal programmarmi 5 impegni giornalieri max, ogni sera verificherò per 14 giorni.

Buon divertimento!

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

3 IDENTITÀ QUAL È LA TUA? ATLETA QUOTIDIANO ARMONIO, SPORTIVO O AGONISTA?

Approfondiamo il lavoro, miglioriamo e definiamo i confini del viaggio verso l’identità dell’atleta quotidiano.

Vi propongo la declinazione di tre profili identitari, ovvero di tre specifiche tipologie di Atleti Quotidiani, attraverso la definizione di alcuni comportamenti.

L’elenco e la visualizzazione dei comportamenti vi aiuterà a dare struttura alla vostra identità di atleta quotidiano.

Alcuni descrizioni sono mie, personali, soggettive, ve le propongo come spunto, nulla vi vieta di stravolgere, modificare ed associare vostre personali azioni, attitudini, comportamenti alle tre identità che passeremo in rassegna.

Il senso del lavoro è di riflettere su quale delle tre identità sentite più aderente alla vostra personalità, al momento di vita che state attraversando e mettere in pratica i comportamenti elencati (ed eventualmente integrati da voi).

In questo modo, attraverso la pratica dei comportamenti, andrete a consolidare l’identità che più vi rappresenta rendendola molto radicata alla vostra persona. Le indicazioni riguardano il lato sportivo della vostra quotidianità perché è proprio dalla pratica che andremo a dare forza e struttura alla vostra identità.

Troverete, ad integrazione per ogni profilo identitario, una breve descrizione in chiave “quotidiana”.

La prima identità è L’Atleta Quotidiano “Armonioso”, ovvero colui che vive lo sport e la pratica sportiva come strumento per generare armonia ed equilibrio all’interno della propria vita.

I comportamenti dell’armonioso:

  • dedica spazi, rituali, alla pratica di esercizi ed attività fisica.
  • l’impatto dell’attività praticata è moderato
  • Il tempo è limitato
  • Può essere iscritto a corsi di attività generica
  • Partecipa a seminari specifici di aggiornamento e di approfondimento su tematiche di interesse

L’Atleta Quotidiano “Armonioso”:

Adora la tranquillità, vive la sua sportività in modo gioioso, la pratica per puro interesse e divertimento così da trarne i benefici generali, la utilizza anche come canale di socializzazione e/o di informazione, approfondimento e confronto. L’attività sportiva è guida verso nuovi interessi, momenti di condivisione, ricerca di miglioramento teso al benessere personale.

(alcuni esempi: yoga e discipline orientali, discipline artistiche di ballo, corsi sportivi generici, attività libera  all’aria aperta come camminate e jogging …)

 

La seconda è L’Atleta Quotidiano Sportivo, ovvero colui che adora fare attività fisica anche con finalità prestative trovando piacere nella pura e semplice pratica.

  • Ha strumenti di misurazione della prestazione
  • Inserisce momenti di allenamento nella sua settimana
  • Partecipa a gare o tornei amatoriali
  • Si informa su allenamento, alimentazione, etc
  • Dedica particolare attenzione all’attrezzatura necessaria

L’Atleta Quotidiano Sportivo:

sente il richiamo della pratica sportiva, dell’azionare il cronometro nei giorni prestabiliti della settimana; se perde un allenamento fa di tutto per recuperarlo; trova gioia nella stanchezza sportiva, quella di fine allenamento che lo rende fiero e tronfio di aver compiuto il proprio scopo quotidiano. Si misura nella prestazione in ogni allenamento e verifica di rispettare i propri parametri prestativi così da poterli migliorare. Può avere amici di “brigata” con cui trovarsi per allenarsi e preparare insieme le gare a cui prendere parte o i tornei a cui partecipare. È molto attento anche all’utilizzo di attrezzatura tecnica adeguata e professionale per sostenere al meglio la propria performance.

(alcuni esempi: runners abitudinari, giocatori di calcio iscritti a campionati non professionistici, ciclisti…)

 

La terza è L’Atleta Quotidiano Atleta, ovvero colui che pratica sport in modo agonistico.

  • E’ regolarmente tesserato per una società sportiva
  • Fa ogni anno la visita medica agonistica
  • Si allena con un preparatore o allenatore
  • Partecipa a gare e campionati di ranking riconosciuti da Federazioni
  • Segue i programmi di lavoro predisposti per lui
  • Dedica molto tempo alla preparazione sportiva
  • Ogni giorno ha con se la borsa sportiva con il necessario per l’allenamento
  • La frequenza degli impegni sportivi è pressochè quotidiana
  • Programma le sue giornate anche in funzione del tempo da trovare per gli allenamenti

L’Atleta Quotidiano Atleta:

L’atleta è fortemente guidato dalla programmazione della propria preparazione, ha mete prestabilite durante l’anno sportivo, traguardi da raggiungere con indicatori di prestazione molto chiari. Programma il proprio lavoro sportivo in cicli, ha allenamenti fissi settimanali, adegua le proprie abitudini alle scelte sportive. Trova gioia e soddisfazione della pratica quotidiana consapevole che, anche i momenti più faticosi, contribuiscono alla costruzione del proprio risultato.

(alcuni esempi: gli atleti in attività di tutti gli sport che, per limiti di età poi sfociano nei master)

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

IL METODO DELLO “SVUOTA CAMBIA”

Abitudini? prendi coscienza delle tue! ecco il metodo dello “svuota cambia” per generare nuovi risultati.

L’essere umano è pigro di natura, tende quindi a fare ciò che sa già fare, a stare nel suo comfort; si rifugia in una quotidianità molto ciclica, fatta di tante ripetizione delle medesime prassi.

Ognuno di noi ha le proprie abitudini quotidiane, routinarie. Perché non sfruttare questa caratteristica per generare un cambiamento positivo?

Per farlo entriamo nel vivo dello Schema dello svuota cambia

Prendete un foglio, dividetelo in due, nella metà di sinistra fate un elenco di 10 vostre abitudini routinarie quotidiane. Ad esempio, sveglia alle 730, bere il caffè prima di entrare in ufficio, andare in palestra dopo il lavoro…

Nella metà di destra ne indicate 3 nuove, di cose che vi piacerebbe fare, dedicare del tempo alla lettura, studiare web marketing o simili.

Procedete quindi nell’azione dello Svuota-Cambia: per fare spazio alle tre nuove si rende necessario eliminarne 3 di quelle vecchie. Fatelo! Terminata l’eliminazione completate l’elenco della metà di destra con le 7 abitudini che avete salvato.

Attenzione almeno 1 dovrà essere sportiva, fare stretching tutte le mattine per 5 minuti, fare gli addominali, andare a correre. Questo perché “#lasupercompensazioneesiste” ovvero la pratica sportiva quotidiana ci guida nel miglioramento, ripetere ogni giorno i gesti sportivi ci orienta verso i risultati da raggiungere in quanto il miglioramento delle prestazione è fisiologicamente conseguente all’allenamento. Ecco che da qui posso trovare anche l’indicazione sulla tipologia di nuove abitudini da inserire: migliorative.

Terminato l’elenco mettete a regime il nuovo schema praticandolo per 2 settimane, poi valutate se ripetere l’attività di Svuota/Cambia.

Buon divertimento

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

IL CORPO IN VACANZA… QUESTIONE DI ASCOLTO

E’ arrivata la primavera, il sole ci riporta al pensiero dell’estate, il periodo delle vacanze! Portiamoci avanti e facciamo qualche riflessione per tempo in modo da poter arrivare pronti e proattivi.

L’Estate diventa il momento dei buoni propositi salutistici? Da settembre vado a nuotare o a correre 3 volte a settimana! Mi iscrivo in palestra! Mi metto a dieta! Faccio yoga tutti i giorni…ecc.ecc.

In vacanza quasi sempre andiamo in luoghi dove siamo maggiormente a contatto con la natura: mare, montagna, laghi, fiumi e boschi. E cosa facciamo spesso? Passeggiate, corse, bagni, escursioni in bici, arrampicate e i più disparati sport, sentendo che tutto questo ci piace…

Il corpo, la nostra parte animale, ci invia un chiaro messaggio. “sto bene! continua a fare quello che stai facendo!”. E’ felice perchè fa quello che dovrebbe sempre fare, muoversi in un ambiente naturale.

E così il camminare a piedi scalzi sulla sabbia ci ricorda che abbiamo dei piedi che possono ricevere un sacco di stimoli; sentire gli odori di una macchia mediterranea, della salsedine in riva al mare o di un sottobosco di larici ci rammenta bei ricordi d’infanzia e ne godiamo; ascoltare le onde del mare o il frinire delle cicale mentre facciamo un sonnellino pomeridiano ci rilassa; mangiare frutta e verdura, fresca e matura, ci ricorda che ogni cibo dovrebbe avere la sua stagione e che i sapori che possiamo cogliere sono eccezionali. Osservare nuovi luoghi ci arricchisce e ci fa rimanere piacevolmente sbalorditi davanti alla bellezza della natura….

Come si chiama tutto questo? RISVEGLIO DEL CORPO e dell’istinto…ascoltalo, assapora tutti i piaceri che può darti e cerca di non farlo RIADDORMENTARE alla ripresa dell’attività lavorativa…fatti coinvolgere dai buoni propositi e immaginati di sentirti così bene sempre: organizza al meglio il tempo libero che hai per concederti dei momenti per il tuo corpo.

Ricordati…il corpo ci parla anche il resto dell’anno, e vorrebbe essere sempre ascoltato!

BUON ASCOLTO!

Giorgio Mottini: Founder, training & coaching “Eukinetica: star bene lavorando”

ATLETA QUOTIDIANO E RESPIRO QUOTIDIANO

Perchè l’estate, quando trascorriamo le vacanze, diventa il momento dei buoni propositi salutistici? Da settembre vado a nuotare o a correre 3 volte a settimana! Mi iscrivo in palestra! Mi metto a dieta! Faccio yoga tutti i giorni…ecc.ecc.

Ascoltati un attimo…com’ è il tuo respiro in questo momento mentre stai leggendo? E’ corto o lasci uscire l’aria fino in fondo? La trattieni o ne controlli l’uscita? Sbuffi spesso o ti trovi in apnea? Quali parti del corpo si muovono? Le spalle? Il collo? Il torace?…o la pancia?

Considerando che molto probabilmente sei seduto e quindi in una situazione di riposo, dovresti sentire muovere durante il respiro esclusivamente la tua pancia e nient’altro e l’aria dovrebbe uscire senza trovare resistenze, diciamo con sollievo.

Questo perchè il nostro muscolo respiratorio d’eccellenza, il diaframma si attiva durante l’inspirazione spingendo i visceri e facendo dilatare l’addome in avanti. Sappi che quando siamo sotto stress il nostro respiro è il primo a risentirne. Avrai sicuramente notato che in questi momenti tendi di più a trattenere l’aria che a lasciarla andare. Il tuo diaframma quindi si accorcia più di quanto si allunghi e se questo modo di respirare si protrae nel tempo, potrebbe portare il diaframma a irrigidirsi e a perdere funzionalità.

Se hai sentito che respirando utilizzi prevalentemente muscoli posti dal torace in sù, consideralo come un campanello d’allarme importante. Il collo, le spalle , la zona dorsale che stanno lavorando al posto del diaframma “scioperante” potrebbero infatti manifestare prima o poi, tensioni muscolari, dolori articolari e disagi vari proprio a causa di questo iper lavoro.

Cosa puoi fare mentri lavori per attenuare questo processo:

Verifica che la posizione seduta ti dia la possibilità di respirare effettivamente con la pancia e che non sia troppo chiusa in avanti. Nel primo articolo di questo blog troverai consigli su come ottimizzare l’ergonomia della tua postazione di lavoro.
Ascoltati di più e se ti ritrovi in questa situazione respiratoria occasionalmente, nel momento in cui ne prendi coscienza fai un bel respiro di sollievo, dopo aver preso l’aria escusivamente gonfiando l’addome.
Se lo stress invece fa parte del tuo quotidiano e i fastidiosi sintomi di cui ti parlavo sopra sono già realtà, ti consiglio di prendere la cosa più di petto, anzi in questo caso “più di pancia”. Fatti un promemoria (sveglia sul cellulare o post-it sul monitor) che si ripeterà ogni ora e prenditi un minuto nel quale esegui dei respiri, almeno 10-15, facendo uscire l’aria senza freni e con la bocca aperta ed utilizzando esclusivamente l’addome. Questo esercizio ti consentirà di resettare lo schema respiratorio scorretto e di tenere lontano i dolori.
Naturalmente la cosa migliore è quella di cercare laddove è possibile di diminuire o eliminare la fonte dello stress e nei casi più radicati di fare qualche seduta di riequilibrio respiratorio con un bravo terapista.

Buon respiro!

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

STIRARSI OGNI GIORNO!

Un aspetto fondamentale per rientrare in sintonia con il nostro corpo
Lo stretching o allungamento muscolare è una pratica che la maggior parte delle persone fa poco e malvolentieri sia quando deve integrarla con altre attività motorie (ad es. prima o dopo una sessione in palestra) che da sola. Vediamo di capire perché e soprattutto che senso ha questa pratica.

Stiracchiarsi è saggezza istintiva
Molti degli animali che possiedono un apparato muscolo-scheletrico simile a quello dell’uomo fanno stretching: osservandoli ci verrebbe più da dire che si stanno “stiracchiando”, come noi del resto facciamo dopo ogni pausa motoria prolungata… o meglio, come pochi di noi fanno!

Nella nostra esperienza con le persone che incontriamo durante la formazione di Eukinetica abbiamo visto che la percentuale di chi mette in atto questa pratica quotidianamente, per esempio alla mattina appena ci si alza, è molto bassa: più o meno intorno al 20%.

Ascoltare il nostro corpo
Ma cosa ci sta dicendo il corpo con questo gesto che a volte sentiamo la necessità di fare? Lo stiracchiarsi è un vero e proprio stretching non codificato. Ovvero lo facciamo per istinto senza pensare a quale sia la posizione migliore per farlo… lo facciamo e basta, ascoltando le sensazioni e i bisogni di quelle parti che vogliono stare meglio poiché le sentiamo rigide e compresse. Quello che succede nella realtà dei fatti è un ripristino di una corretta tensione e di una migliore elasticità muscolare. Naturalmente poi con le conoscenze anatomiche che l’essere umano ha acquisito nel tempo, sappiamo qual è l’esercizio migliore per allungare quel preciso muscolo o addirittura catene di muscoli, e possiamo utilizzarlo in molteplici applicazioni: prevenzione degli infortuni nelle prestazioni sportive, defaticamento dopo un’attività motoria lavorativa o ludica che sia, riequilibrio posturale, riduzione dei dolori muscolo-scheletrici eccetera.

La nostra vita quotidiana può assopire l’istinto

Sappiate quindi che lo stiracchiarsi è un vero toccasana per i nostri muscoli e per le nostre articolazioni. Se la nostra parte istintuale è attiva, ogni qualvolta rimarremo alcune ore nella stessa posizione, per esempio al computer, a letto, sul divano, in piedi a lavorare o ad aspettare qualcuno, verremo guidati da essa nel voler fare qualcosa per allungare i nostri muscoli. Nei nostri corsi parliamo spesso della sua importanza e sponsorizziamo vivamente di farlo. Giustamente molti spesso ci dicono: “E se non sentiamo questa voglia di stiracchiarci cosa significa?”  Questo potrebbe voler dire che abbiamo una parte istintuale un po’ assopita: a furia di dirle di no in passato ha smesso di farsi sentire (tranne poi urlarci contro con ernie e altri malanni).  Ci sembra normale quindi alzarci la mattina e passare direttamente dal letto al bagno o alla cucina o ai nostri vestiti senza un pò di “stretching istintivo”: la nostra mente ci porta a proiettarci nel futuro e, di conseguenza, ci sembra sempre di non avere tempo per ascoltarci!

UN SUGGERIMENTO PER RIAPPROPRIARSI DEL NOSTRO ESSERE GATTI

Per coloro che non sentono più questa necessità diamo il consiglio di riprendere a stiracchiarsi alla mattina, uno dei momenti più propizi. Se siete di quelli che sfruttano fino all’ultimo secondo di sonno possibile, per poi avere una tabella di marcia serrata nel prepararsi prima di uscire (come me, che mi ispiro a Fantozzi), provate a mettere la sveglia un solo minuto prima. Di questo minuto passate 15 secondi sdraiati o seduti sul letto facendo uno screening del vostro corpo, ascoltando in particolare le sensazioni che percepite e andando alla ricerca di quelle parti che vorrebbero stare un pò meglio…fatto? Bene, ora utilizzate gli altri 45 secondi iniziando a fare piccoli movimenti di quelle parti che avete trovato, senza pensarci e via via per quanto il vostro corpo ve lo permetta aumentate l’ampiezza dei movimenti scegliendo le posizioni che più vi soddisfano, seduti, in piedi, a gattoni, supini ecc. Difficile? Se condividete il letto con un’altra persona ci potrà essere bisogno di un po’ di coordinamento, ma comunque può essere un buon inizio. Ricreare una buona abitudine inizialmente potrebbe non essere semplice, ma spesso il corpo si ricorda che quella cosa buona gli appartiene e nel giro di qualche giorno/settimana potreste stiracchiarvi nel letto appena svegli senza neanche accorgervene.

Giorgio Mottini: Founder, training & coaching “Eukinetica: star bene lavorando”

Piedi per terra: un trucco per ritrovare subito il punto

A molti di noi è capitato di scoprirsi distratti, assorti in altri pensieri mentre il nostro interlocutore ci parla, o durante la lettura di un libro; altre volte fatichiamo a trovare la concentrazione durante un’attività che stiamo svolgendo o addirittura avvertiamo dello smarrimento rispetto al contesto in cui ci troviamo. Bene, ecco come tornare subito a terra. La stabilità di un palazzo è data dalla solidità delle sue fondamenta, anche nel nostro caso un ottimo punto di ancoraggio per ritrovarci all’istante è saper riattivare la base, i piedi. Ecco 7 mosse che potete praticamente fare ogni qualvolta percepite la necessità di dovervi ritrovare all’istante. Se vi trovate in piedi:
  • spostate gli appoggi, mettete un piede leggermente più avanti dell’altro;
  • ondeggiate in modo impercettibile agli occhi dalla punta del piede al tallone;
  • battete tre volte contemporaneamente i talloni;
  • state per 3 secondi con il penso solo sulle punte e per altri tre solo sui talloni poi distribuite il peso su tutto il piede.
Se vi trovare seduti:
  • appoggiate le intere piante del piede a terra;
  • Spingete entrambi i piedi sul pavimento per 5 secondi;
  • Alzatevi dalla sedia fino ad ergervi in punta di piedi e poi sedetevi nuovamente.
Buon divertimento!

Claudio Massa – founderBrand Ambassador

Lo sport e la gestione dei momenti down

Lo sport e l’allenamento hanno il grande dono di poterci insegnare come, i risultati, siano figli di un lavoro di preparazione mirato e scrupoloso: nulla è per caso. Ogni atleta desidera di poter vivere solo giornate buone, in cui le sedute funzionano alla perfezione, le sensazioni sono sempre buone e i risultati in perenne e costante miglioramento. È possibile che questo accada? Secondo me no e ritengo anche che sia, da un certo punto di vista, meglio così! È proprio lo scostamento dalla perfezione a fare da guida verso il miglioramento continuo. Immaginiamo che un atleta faccia fatica a portare a termine un allenamento, quale pensate possa essere la sua reazione? Gioia? Contentezza, euforia? Penso proprio di no! Eppure sarà proprio quell’allenamento, i feedback che l’atleta saprà portare al suo allenatore, a garantirgli la riprogrammazione del lavoro in modo più consono alle proprie caratteristiche generali e del momento. Questa riprogettazione gli garantirà una futura crescita.

Comportarsi da atleti nella vita quotidiana

Ecco che allora ogni momento della nostra vita in cui avvertiamo un particolare disagio o sconforto può essere interpretato come uno dei momenti fondamentali ed importantissimi per raccogliere informazioni. Il momento è giusto per cambiare punto di vista e, invece di imprecare contro il destino che ci fa vivere una giornata storta, cerchiamo spunti, stiamo dentro al disagio con l’intento di approfondire i motivi e farne tesoro per il nostro cambiamento. Cosa non ha funzionato, cosa ci sta limitando, perché non riusciamo, cosa sta andando storto? Cosa possiamo cambiare la prossima volta affinché le sensazioni siano migliori? Quindi senza disperarci, viviamoci anche i momenti meno esaltanti delle nostre prestazioni quotidiane: sono ottimi alleati per migliorarci. Lasciare che anche un momento di calo energetico, di malumore, di noia, faccia il suo corso; ci sono delle fasi in cui il corpo si rigenera mentre fa altro, ci sentiamo deboli e strani e tutto questo è assolutamente fisiologico perché anche i processi di rigenerazione richiedono moltissime energie che, inevitabilmente, devono essere sottratte ad altre azioni. Buona scoperta.